onore alla prudenza di un genio nato nel 1809

Compleanno.
Il 12 febbraio cadono 200 anni dalla nascita e 150 anni dalla sua teoria

Rivoluzioni
 Come Galileo, il naturalista ha segnato un prima e un poi nella storia della scienza

Caro Mr.Darwin, dopo di lei non siamo più gli stessi


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Caro Mr.Darwin, dopo di lei non siamo più gli stessi

Il 12 febbraio Charles Darwin "compie" 200 anni, ma le celebrazioni sono già iniziate a Milano. Seguirà Roma. Ecco perché la sua teoria è stata una vera e propria rivoluzione per il genere umano. 
PIETRO GRECO


Buon compleanno, Mr. Darwin! Il suo, quest’anno, è un compleanno davvero speciale. Persino doppio. Cadono, infatti, 200 anni esatti dalla sua nascita, avvenuta il 12 febbraio 1809. E cadono 150 anni esatti dalla pubblicazione del suo On the Origin of Species, avvenuta il 24 novembre 1859 e che costituisce un autentico spartiacque tra due ere: prima e dopo Darwin. In tutto il mondo si terranno celebrazioni per questo suo specialissimo compleanno. E anche in Italia non saremo da meno. È iniziato ieri, per esempio, a Milano il Darwin Day, il sesto organizzato dal Museo di Storia Naturale meneghino e che questo volta, per via del bicentenario, ha un carattere davvero speciale. Le feste e le riflessioni sull’importanza, sia strettamente scientifica sia culturale nel suo senso più ampio, si protrarranno fino a domenica, 8 febbraio. Poi il pallino passerà a Roma,dove mercoledì 12, al Palazzo delle Esposizioni, verrà inaugurata la mostra Darwin 1809/2009, la più grande al mondo per dimensioni e ricchezza di oggetti esposti. La mostra è quella itinerante organizzata dall’American Museum of Natural History di New York, passata anche per Londra, e curata da due tra i più accreditati evoluzionisti, NilesEldredge e Ian Tattersall. Ma in questa sua versione italiana, curata da Telmo Pievani e dalla sua équipe, ha due sezioni inedite: una dedicata all’evoluzione umana e l’altra ai rapporti che lei, Mister Darwin, ha intrattenuto con l’Italia. Prima dell’inaugurazione della mostra, nei giorni 11 e 12, di parlerà di Lei,Mr. Darwin, anche all’Accademia dei Lincei. Sì quella che, a partire dal 1611, ebbe tra i suoi membri Galileo Galilei. E proprio quest’anno cade un’altra ricorrenza storica per la scienza che ha per protagonista quello che John Milton, poeta da Lei molto amato, ha definito l’"artista toscano ". Nel 1609, infatti, Galileo puntò il cannocchiale verso il cielo e scoprì "cose mai viste prima". Anche il libro, il Sidereus Nuncius, che Galileo diede alle stampe il 12 marzo 1610, costituisce, per dirla con Ernest Cassirer, uno spartiacque tra due ere.Noncapita amolti di dividere in due la storia. E per singolare coincidenza temporale, a Lei è capitato di farlo esattamente 250 anni dopo Galileo. Ma perché Lei, Charles Darwin, ha posto, come Galileo, una pietra miliare così importante da segnare un confine nella storia? I motivi sono molti.Ma, se ce lo concede, proviamo a metterne in luce alcuni. Il primo, il più importante, sta nell’aver elaborato una teoria che costituisce ancora oggi la base con cui vengono spiegati nella maniera più economica tutti i fatti noti in biologia. La migliore metafora per illustrare la grandezza della sua opinione (come amava chiamarla Lei) ce l’ha fornita,di recente,un altro grande evoluzionista: Stephen Jay Gould. La struttura della teoria dell’evoluzione biologica così come la possiamo definire oggi è costituita da un albero con un grande tronco, tre rami principali e una miriade di fronzuti ramoscelli. AGLI ALTRI LE FOGLIE Ebbene Lei, Mister Darwin, di questo grande albero ha creato sia il tronco che i tre rami portanti. Tutti gli altri biologi dopo di Lei hanno aggiunto foglie, rametti e qualche innesto. Il tronco è costituito dall’evoluzione per selezione naturale del più adatto. I rami portanti sono: la "potenza ", ovvero il luogo ove agisce la selezione naturale; l’"efficacia", ovvero la capacità creatività della selezione naturale; la "portata", ovvero la capacità della selezione naturale di determinare l’evoluzione biologica a grande scala. Dopo 150 anni, il tronco è più saldo che mai.Ma anche i tre grandi rami, sebbene più volte innestati negli ultimi quarant’anni, sono solidi e vitali. On the Origins of Species, dunque, rappresenta per la biologia moderna ciò che gli Elementi di Euclide rappresentano per la geometria: un libro fondativo che contiene l’essenziale di tutto ciò che si conosce in quel campo. Con una differenza, dopo Euclide abbiamo conosciuti geometrie che non sono euclidee. Dopodi Lei non abbiamo conosciuto -non ancora -biologie che non siano darwiniane. NÉ RE NÉ BACO Sul piano culturale più generale, la sua teoria contiene almeno tre grandi proposte a loro volta spartiacque. La prima è l’estensione del principio copernicano. Con la sua teoria eliocentrica, avvalorata dalla scoperte di Galileo, l’astronomo polacco aveva tolto la Terra dal centro dell’universo, riducendola a pianeta tra i pianeti. Conla sua teoria dell’evoluzione, Lei non solo ha tolto l’uomo dal centro del creato, riducendolo a specie tra le specie. Ma ha tolto la "necessità di Dio" dalla spiegazione del mondo naturale. Per questo, hanno detto di Lei, che in un colpo solo ha detronizzato l’uomo e Dio. Per questo è inviso ancora a molti. La seconda proposta, discende dalla prima. Grazie a Lei è finita la cesura tra uomo e natura. Tra artificiale e naturale. L’uomonon è fuori dalla natura -non è né il suo re, né il suo baco. Dopo di lei l’uomo è del tutto interno alla natura.Con lei, infine, la storia ha fatto irruzione nella spiegazione scientifica. Come diceva Mario Ageno, non c’è possibilità di spiegazione in biologia al di fuori della storia. Per quanto a molti sembrino tuttora indigeste, dopo queste sue tre proposte nulla nella percezione che l’uomo ha di sé e del mondo è come prima. Buon compleanno, Mister Darwin.